DUNEBUGGY

MON AMOUR

La Puma

 

La Puma di Roma è l'unica ditta che ha continuato a produrre qualcosa di simile alle Buggies ancora fino a qualche anno fa. Agli inizi degli anni settanta s'impose come una delle ditte più apprezzate del settore. Per anni produsse la classica dune buggy americana "Deserter", sempre sfruttando il pianale e la meccanica Volkswagen, commerciandola col nome appunto di "Puma" al prezzo di £ 1.300.000 con motore revisionato o a £. 440.000 in scatola di montaggio. Un esemplare della Puma fu anche protagonista nel 1974 del film "Altrimenti ci arrabbiamo" interpretato da Bud Spencer e Terence Hill. Questa Buggy poteva essere dotata anche di tetto rigido, porte con apertura ad ala di gabbiano e perfino riscaldamento (novità assoluta per un mezzo di questo tipo). Accanto alle "pulci del deserto", l'azienda fondata da Adriano Gatto si dedicò anche alla semplice trasformazione Custom del Maggiolino 1200 dotandolo di parafanghi allargati in vetroresina, di cerchi da 14 pollici con pneumatici ribassati e sedili anatomici. L'elaborazione del Maggiolino prevedeva inoltre la modifica dell'avantreno per migliorare l'assetto e la marmitta cromata tipo "California".

 

In seguito, negli anni Ottanta, la Puma passò alta costruzione di una vettura sportiva, la "GTV", realizzata sul pianale del "Maggiolino" e disponibile in kit di montaggio. Dotata di carrozzeria in vetroresina e di linea particolarmente accattivante ed aereodinamica, la GTV riprendeva alcuni concetti estetici espressi da sportive del passato come la griglia sul lunotto posteriore che ricordava molto quella della Lamborghini "Miura", fari carenati, cerchioni da 14 pollici adatti ad ospitare pneumatici 205/70 ed interni particolarmente curati completi di una strumentazione di tutto rispetto (sedili anatomici, volante con corona rivestita di pelle, leva del cambio cromata). Sulla "GTV" si accedeva sollevando l'intero hard top incernierato anteriormente che costituiva la parte superiore della carrozzeria dalla linea di cintura in su. Lunga 4.2 metri, larga 1.8 metri, alta 1.1 metri, questa coupè era una "tutto dietro" spinta dal quattro cilindri boxer raffreddato ad aria di l385 cc e di 35 CV di potenza massima installato sul "Maggiolino".

 

Gli ultimi modelli montarono anche il "1500" da 5O CV sempre della Volkswagen. La velocità della "GTV 1300" dichiarata dal costruttore era di 150 all'ora ed il consumo di 7 litri per l00 chilometri. La ditta romana mise in vendita anche un analogo modello denominato "GTV-033". Questa sportiva, anch'essa disponibile in scatola di montaggio, era di aspetto simile alla "GTV" dalla quale differiva per i fari anteriori non carenati e per la possibilità di asportare per intero l'hard top lasciando il solo parabrezza anteriore come su una spider. Su quest'ultimo modello poteva, a richiesta, essere montato il ben più performante quattro cilindri boxer Alfa Romeo di 1186 cc raffreddato ad acqua, in grado di sviluppare 63 CV a 6000 giri che gli permetteva di raggiungere i 180 Km/h. La Puma produsse anche alcuni esemplari di una vettura con linea ispirata ad una Jeep denominata "Ranch" che, sebbene usufruisse sempre del motore VW 1385 cc, utilizzava un telaio originale di tipo tubulare al posto del solito pianale Maggiolino.

 

La carrozzeria dei fratelli Greppi di Colico (CO) produsse la "Smach", una spider con frontale ispirato alle vetture di formula 3, e la classica "Buggy Drag II". Successivamente presentò la "Safari", una Torpedo con linea simile ad una Jeep, passo accorciato di 30 cm, carrozzeria in lamiera e vetroresina con parabrezza ribaltabile e porte smontabili; utilizzava due freni a mano ed il gruppo differenziale/riduttore del furgone VW che le consentiva buone caratteristiche sui sentieri di montagna e nel fuoristrada leggero. Costava £. 2.100.000 e fu costruita in alcune decine di esemplari. L'esperienza servì alla Greppi per produrre negli anni '80 alcuni fuoristrada con meccanica Ford Taunus.

 

L'Alt Autotecnica del Lario propose la "Sportster" con carrozzeria sportiva in lamiera e la "Explorer" simile ai modelli USA con carrozzeria in vetroresina e fari posteriori della Nsu Prinz. La Sicra di Roma produceva la "Big Buggy" e la "Big Buggy XL" una classica buggy dalla linea americana molto proporzionata. Con meccanica revisionata veniva venduta a £. 1.350.000 (1.450.000 il modello XL) o in scatola di montaggio da £. 450.000 a £. 550.000 a seconda delle versioni. Caratteristiche furono le fiancate laterali chiuse che piacquero così tanto ai possessori di altri tipi di buggies che sottoposero le loro vetture a costose trasformazioni pur di avere i fianchi coperti.

 

In tutto è ipotizzabile quantificare in due/tremila gli esemplari prodotti in Italia delle varie buggies tra la fine degli anni 60 e la metà dei 70. In America, invece, dove c'è ancora un grande fervore attorno a queste vetture ed una ingente ed economico commercio di accessori, si calcola che siano state prodotte oltre 250.000 dune buggies dalle varie industrie.